Niente è ciò che sembra in una cena a quattro mani da Olivia a Firenze
- coupleinflorence
- 21 apr 2022
- Tempo di lettura: 2 min
E: Abbiamo preso il motorino e siamo andati a provare il ristorante Olivia in piazza Pitti a Firenze. Liberate la mente perché appena entrerete da Olivia vi sembrerà di essere in un elegante ristorante di campagna con arredi ispirati alla raccolta delle olive.
M: L’olio è uno dei protagonisti indiscussi del ristorante che affonda le radici nella produzione dello storico Frantoio di Santa Téa, attivo dal 1426.
L’olio come filo conduttore di esperienza agroalimentare e gastronomica: ogni piatto viene valorizzato e studiato a partire dall’olio di propria produzione.

E: Un frantoio che prima o poi riusciremo a visitare per raccontarvi accuratamente la storia perché appartiene alla famiglia Gonnelli dal 1500 e oggi continua la tradizione di famiglia attraverso Serena Gonnelli.
M: Un locale veramente perfetto per una cena in totale privacy in quelle giornate in cui prendere la macchina per andare in campagna è impossibile, specialmente dopo una giornata di lavoro.
E: Siamo stati ospiti di Olivia per una cena a quattro mani con la chef del ristorante Elena Rindi e Lorenzo Romano, chef dell’Insolita trattoria Tre Soldi.
Entrambi gli chef ci hanno trasmesso la loro passione e il divertimento che provano nel dare una nuova forma a sapori che affondano le radici nella tradizione.
M: Una cena intrigante in cui niente è ciò che sembra e che non è stata una sfida fra i due chef ma un mirabilmente connubio di esperienze ben bilanciate.
Non abbiamo provato una semplice experience ma abbiamo partecipato ad una vera esperienza che ci ha fatto mettere in campo tutti i sensi per capire come i piatti vengono pensati e realizzati.
E: Visto che niente è ciò che sembra, giochiamo anche noi con voi e scriveteci le vostre impressioni sui piatti a iniziare dall’entrée che non è un’oliva. Cos’è secondo voi?
M: Un piatto da mangiare con gli occhi e dalla freschezza incredibile: tartare di manzo con melograno e yogurt al timo.

E: Rubo la scena wine a Marco: le prime portate sono state accompagnate da un viognier in purezza dell’Azienda I Greppi di Bolgheri.
M: Un piatto esplosivo: lo Spaghetto aglio olio e P.P.P. (paprika, olio e piccione) con sfere che rilasciano una concentrazione di sapori innovativi e avvolgenti.

E: La guancia brasata con gelatina di olio, crema di zucca e noci è stata accompagnata con un bolgheri rosso Grappicante.

M: Una cena dalle mille sfumature di verde perché è stata l’occasione per provare l’olio nuovo non filtrato del Frantoio Santa Téa sia nelle bruschette a inizio degustazione sia nella preparazione del gelato all’olio, pomodoro e rosmarino.

E: Abbiamo chiuso con la carrot cake con gelato di barbabietola, yogurt e cioccolato.

M: Ogni piatto provato conteneva un elemento insolito da scoprire e che veramente ci siamo divertiti a scoprire e a parlarne con gli chef.
E: Complimenti a Elena e a Lorenzo per i loro sapori creativi e per aver trasformato ogni piatto in un momento da vivere diverso e insolito rispetto a qualsiasi trattoria tipica.
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